Rendiconto 2025 approvato all’unanimità (come al solito): dietro la calma dell’aula consiliare, una fotografia finanziaria che dovrebbe tenere svegli i cittadini la notte
Un’analisi del Rendiconto della gestione 2025 del Comune di Caiazzo (CE), Allegato n. 10, approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 29 aprile 2026.
Il 29 aprile 2026, nella sala consiliare del Comune di Caiazzo, in provincia di Caserta, i consiglieri comunali hanno alzato la mano e votato all’unanimità l’approvazione del rendiconto della gestione 2025. Soddisfazione, probabilmente qualche stretta di mano. L’amministrazione ha dichiarato che la situazione finanziaria del comune è buona.
325 pagine di rendiconto ufficiale che questa amministrazione ha messo agli atti, e che chiunque può leggere. Noi l’abbiamo letto. Per intero. E quello che segue è quello che ci siamo trovati davanti.
1. I PARAMETRI DEFICITARI: DUE CAMPANELLI D’ALLARME CHE NESSUNO HA SUONATO IN AULA
Il rendiconto contiene la Tabella dei parametri obiettivi per l’accertamento della condizione di ente strutturalmente deficitario (Allegato l). Sono otto indicatori. Bastano quattro “Sì” — cioè quattro parametri in rosso — perché un comune venga classificato ufficialmente come strutturalmente deficitario, con tutte le conseguenze del caso (controllo dei revisori dei conti ministeriali, limitazioni nella spesa per il personale e altro).
Il Comune di Caiazzo ne presenta due — non abbastanza per la classificazione formale, ma due segnali d’allarme concreti che l’amministrazione avrebbe dovuto spiegare ai cittadini e che invece sono stati passati in silenzio:
Parametro P5 — Sostenibilità del disavanzo effettivamente a carico dell’esercizio: SÌ (DEFICITARIO)
L’indicatore misura il peso del disavanzo da ripianare rispetto alle entrate correnti. La soglia di allerta è l’1,20%. Il Comune di Caiazzo registra il 3,90%. Più del triplo della soglia. Tradotto: l’ente sta ancora pagando i debiti del passato con una quota rilevante delle proprie entrate ordinarie, risorse che non possono quindi essere usate per i servizi.
Parametro P8 — Effettiva capacità di riscossione delle entrate: SÌ (DEFICITARIO)
La soglia di allerta è del 47%: se il comune incassa meno del 47% di quello che dovrebbe incassare, scatta l’alert. Il Comune di Caiazzo si trova sotto quella soglia. Il parametro è positivo (deficitario). Questo significa che il comune accerta entrate — emette bollettini, ruoli, avvisi — ma non le incassa. Ogni anno si accumula una montagna di crediti che resteranno probabilmente inesigibili.
Quanto è grave il problema della riscossione? I dati ce lo dicono nel dettaglio, e noi ora ve lo spieghiamo bene.
2. L’INCAPACITÀ DI RISCUOTERE: CAIAZZO ACCERTA MA NON INCASSA
Questa è forse la patologia più grave e strutturale del comune. I dati degli indicatori analitici della capacità di riscossione (Piano degli indicatori di bilancio, Rendiconto 2025) sono impietosi.
Titolo 1 — Entrate tributarie (IMU, TARI, ecc.)
- Riscossione complessiva (incassi su accertato + residui): 44,40%
- Riscossione dei crediti esigibili nell’esercizio: 78,18%
- Riscossione dei crediti esigibili dagli anni precedenti: appena 10,38%
Questo significa che il comune accerta ogni anno i tributi, ma di quelli degli anni precedenti che ancora non ha incassato ne recupera solo 1 su 10. Nove decimi svaniscono. Sono crediti che diventano inesigibili, che gravano sui conti e che vengono poi “riaccertati” — cancellati o ridotti — gonfiano il FCDE e costringono ad accantonare ancora di più.
Titolo 2 — Trasferimenti correnti
- Riscossione complessiva: 31,74%
- Riscossione dei crediti da anni precedenti: 26,15%
Quasi 7 euro su 10 dei trasferimenti accertati non sono stati incassati nell’anno.
Titolo 3 — Entrate extratributarie (canoni, servizi, sanzioni)
- Riscossione complessiva: 25,53%
- Riscossione nell’esercizio di competenza: 50,08%
- Riscossione dai residui pregressi: 13,10%
Tre quarti delle entrate extratributarie accertate restano sulla carta.
Il dato totale:
La riscossione complessiva sull’intero totale delle entrate è del 35,33%. Meno di 4 euro incassati su 10 di quelli accertati. Il parametro P8 scatta sotto il 47%: Caiazzo è ben al di sotto anche di quella già preoccupante soglia di allerta.
L’amministrazione avrebbe dovuto spiegare ai cittadini: perché dal 2022 non si riesce a incassare quello che si accerta? Cosa ha fatto l’ente per migliorare la riscossione dei tributi? Quanti contribuenti sono morosi? Sono state affidate le riscossioni coattive? Quali risultati hanno dato?
Nulla di tutto questo nelle comunicazioni pubbliche. Solo l’annuncio che va tutto bene.
3. IL FONDO CREDITI DI DUBBIA ESAZIONE: 3,8 MILIONI ACCANTONATI PERCHÉ QUEI CREDITI NON SI INCASSERANNO MAI
Il Fondo Crediti di Dubbia Esazione (FCDE) è lo specchio fedele della capacità di riscossione di un comune. La legge impone di accantonare ogni anno una quota proporzionale ai crediti che si prevede di non riuscire mai a incassare. Più è alto, peggiore è la situazione della riscossione.
Il FCDE del Comune di Caiazzo al 31 dicembre 2025 ammonta a 3.858.024,00 euro.
Per un comune di piccole dimensioni come Caiazzo — meno di 6.000 abitanti — avere quasi 4 milioni di euro accantonati come “crediti che probabilmente non incasseremo mai” è un segnale devastante. Quei 3,8 milioni non sono soldi spesi male: sono soldi che il comune aveva il diritto di incassare — tasse, tariffe, sanzioni, affitti — e che invece sono rimasti lettera morta.
Il FCDE è quasi interamente dominante sulla struttura del risultato di amministrazione: dei 5,55 milioni totali accantonati, 3,858 milioni — il 69,5% — sono legati alla dubbia esigibilità dei crediti. È come avere una cassaforte con 5,5 milioni dentro, ma 3,8 milioni sono contanti già bruciati che si tengono lì come promemoria.
Il dato del FCDE nell’anno precedente era ancora più alto: 4.357.658,54 euro nel 2024. C’è stata una riduzione di circa 500.000 euro nel 2025. Ma la riduzione — spiegata in nota tecnica — avviene perché una parte dei crediti viene definitivamente cancellata come inesigibile: non è che si è incassato di più, è che si è smesso di sperare di incassarlo.
4. IL RIACCERTAMENTO DEI RESIDUI: 1,275 MILIONI DI CREDITI CANCELLATI IN UN ANNO
Il riaccertamento ordinario dei residui è l’operazione contabile con cui ogni anno il comune fa pulizia: cancella i crediti che non si possono più riscuotere, i debiti che si sono estinti o che non erano reali.
Nel 2025, dal riaccertamento dei residui attivi (cioè dei crediti), emerge un saldo negativo di -1.275.265,59 euro. Oltre un milione e un quarto di crediti iscritti nei bilanci precedenti che nel 2025 si è dovuto cancellare perché inesigibili o insussistenti. Soldi che Caiazzo credeva di dover incassare — o che aveva già iscritto in bilancio come entrate — e che non vedrà mai.
Ancora più grave è il dettaglio per singolo titolo di entrata:
- Titolo 1 (Tributi): cancellati -614.660,17 euro di residui attivi tributari. Più di 600.000 euro di IMU, TARI e altri tributi accertati in anni precedenti e ora definitivamente persi.
- Titolo 3 (Entrate extratributarie): cancellati -518.434,10 euro di crediti per servizi, canoni, sanzioni.
- Titolo 4 (Entrate in conto capitale): cancellati -12.348,00 euro.
Questi non sono errori contabili. Sono la prova documentale che l’ente, per anni, ha iscritto in bilancio entrate che sapeva — o avrebbe dovuto sapere — di non riuscire a incassare. E ogni anno la voce “riaccertamento residui” restituisce il conto.
5. LA PERDITA ECONOMICA: -3,67 MILIONI. IL COMUNE “PERDE SOLDI” OGNI ANNO
Il conto economico è il documento che misura la gestione secondo la logica dell’impresa: quanto si è “guadagnato” (proventi) e quanto si è “speso” (costi), compresi gli ammortamenti e le svalutazioni.
Il risultato economico dell’esercizio 2025 è una perdita di 3.666.632,75 euro.
Il dettaglio è fondamentale per capire:
Componenti positivi (A) = 5.851.460,79 €
- Proventi da tributi: 2.363.372,67 €
- Proventi da fondi perequativi: 995.766,84 €
- Trasferimenti e contributi: 826.135,44 €
- Ricavi da vendite e servizi: 1.039.883,41 €
- Altri proventi: 626.302,43 €
Componenti negativi (B) = 8.676.990,50 €
- Prestazioni di servizi: 2.327.196,21 €
- Personale: 915.845,25 €
- Ammortamenti e svalutazioni: 4.595.967,09 €
- di cui svalutazione dei crediti (FCDE): 3.858.024,00 €
- di cui ammortamenti materiali: 737.943,09 €
- Trasferimenti a terzi: 473.373,33 €
- Oneri diversi: 189.399,45 €
Differenza A-B: -2.825.529,71 €
Aggiungendo oneri finanziari netti (-118.451,90 €) e la gestione straordinaria negativa (-666.872,80 €), si arriva a -3.610.854,41 euro prima delle imposte e a -3.666.632,75 euro di perdita finale.
La voce più devastante è quella della svalutazione dei crediti: 3.858.024,00 euro. Ogni anno il comune deve “svalutare” — riconoscere come probabilmente persi — quasi 4 milioni di crediti. Questo è il costo nascosto dell’incapacità di riscossione: non si vede nelle spese ordinarie, appare nel conto economico e mostra la vera dimensione del problema.
Vale la pena confrontare con l’anno precedente: nel 2024 la perdita economica era ancora più alta (circa la metà negativa, prima della straordinaria che nel 2024 era gonfiata da sopravvenienze attive per 24 milioni, probabilmente rivalutazioni di patrimonio). La gestione ordinaria del comune perde strutturalmente ogni anno.
6. I DEBITI TOTALI: 8,78 MILIONI. UN COMUNE DI 5.800 ABITANTI CON QUASI MILLE EURO DI DEBITI PER OGNI CITTADINO
Lo stato patrimoniale al 31 dicembre 2025 mostra la sezione D) DEBITI con questo prospetto:
| Voce | 2025 | 2024 |
|---|---|---|
| Debiti da finanziamento (mutui, prestiti) | 5.842.041,06 € | 4.990.433,73 € |
| Debiti verso fornitori | 1.204.373,34 € | 6.234.464,85 € |
| Debiti per trasferimenti e contributi | 978.975,82 € | 873.063,19 € |
| Altri debiti | 760.460,98 € | 1.025.193,98 € |
| TOTALE DEBITI | 8.785.851,20 € | 13.123.155,75 € |
A prima vista potrebbe sembrare un miglioramento significativo: i debiti totali si sono ridotti da 13,1 milioni a 8,8 milioni. Ma attenzione: la riduzione più vistosa riguarda i debiti verso fornitori, che passano da 6,2 milioni a 1,2 milioni. Questo calo merita una spiegazione che il rendiconto non fornisce compiutamente: quei debiti sono stati pagati o sono stati cancellati/riclassificati? Se pagati, con quali risorse? Non si registrano entrate straordinarie nell’esercizio che giustifichino un pagamento di 5 milioni di debiti commerciali.
Quello che invece è aumentato sono i debiti da finanziamento — mutui e prestiti — che salgono da 4,99 milioni a 5,84 milioni (+851.607 euro). Il comune si è indebitato di più verso le banche e gli altri finanziatori, anche se nell’esercizio non risultano nuove accensioni di mutui nel Titolo 6 (Accensione prestiti: zero accertamenti nel 2025). Questo dato merita chiarimenti.
Il Fondo di anticipazioni di liquidità — quello che si usa quando il comune ha finito i soldi e deve farsi anticipare dalla banca per pagare le spese correnti — è ancora presente per 1.180.812,22 euro. Significa che il comune sta ancora restituendo soldi presi in prestito in passato per pagare le bollette e gli stipendi del personale. Non è un segno di salute.
7. IL FONDO DI GARANZIA DEBITI COMMERCIALI: CONDANNATI A PAGARE TARDI
Il Comune di Caiazzo è obbligato per legge ad accantonare il Fondo di Garanzia Debiti Commerciali, che ammonta a 343.601,08 euro al 31 dicembre 2025 (in crescita dai 258.325,68 euro del 2024, con un incremento di 85.275,40 euro nell’esercizio).
Questo fondo scatta — per legge, ai sensi dell’art. 1, c. 859 della L. n. 145/2018 — solo quando l’ente non rispetta almeno una di queste due condizioni:
- riduzione del 10% dello stock di debiti commerciali scaduti e non pagati;
- rispetto dei tempi di pagamento (entro 30 giorni dalla fattura).
Il rendiconto lo dice esplicitamente nella Nota Integrativa: “Per il 2025, poiché l’ente ha rispettato una delle due condizioni, ha dovuto accantonare la somma di € 85.275,40.”
In altre parole: il comune continua a non rispettare una delle due condizioni di pagamento puntuale ai fornitori. Non si tratta di una negligenza occasionale: il fondo è presente e in crescita da anni, il che significa che il problema è cronico. I fornitori del Comune di Caiazzo sanno che non vengono pagati in tempo. Chi vuole lavorare con questo ente deve mettere in conto ritardi. Chi subisce i ritardi — artigiani, piccole imprese, professionisti — se li porta a casa, spesso senza poter fare nulla.
L’indicatore 9.5 — quello che misura i giorni medi di pagamento ai fornitori — nel rendiconto riporta il valore 0,00. Questo è un dato che deve far riflettere: o il calcolo non è stato eseguito correttamente, o il dato non è disponibile. In entrambi i casi, un’opacità che non aiuta la trasparenza.
8. IL DISAVANZO DA RIPIANARE: 212.000 EURO CHE I CITTADINI PAGANO SENZA SAPERLO
Nella sezione “Verifica Equilibri” del rendiconto appare, tra le voci di spesa obbligatorie, il recupero del disavanzo di amministrazione dell’esercizio precedente: 212.000,00 euro.
Questo significa che il comune — per errori o per insolvenze degli anni passati — si trova a dover recuperare anno per anno un disavanzo pregresso, sottraendo 212.000 euro alle risorse disponibili per i servizi ai cittadini. Sono soldi che vanno a tappare buchi del passato invece di finanziare la manutenzione delle strade, i servizi sociali, la scuola, l’illuminazione pubblica.
L’indicatore 12.4 — sostenibilità del disavanzo effettivamente a carico dell’esercizio — registra il 3,90%, contro una soglia di allerta dell’1,20%. Questo è uno dei due parametri deficitari già citati. Significa che quasi il 4% delle entrate correnti è “bruciato” in anticipo per ripianare debiti del passato.
9. I RESIDUI ATTIVI: 10,5 MILIONI DI CREDITI CHE ASPETTANO DI ESSERE INCASSATI (E MOLTI NON LO SARANNO MAI)
Al 31 dicembre 2025, il comune presenta residui attivi totali per 10.533.205,47 euro. Di questi:
- 8.639.709,97 euro provengono da esercizi precedenti (crediti che si trascinano da anni);
- 1.893.495,50 euro sono crediti accertati nell’esercizio 2025 e non ancora riscossi.
Il dato dei residui da anni precedenti è il più preoccupante: quasi 8,6 milioni di crediti che il comune non è riuscito a incassare negli anni scorsi e che continua a portarsi dietro. Di questi, quanto verrà effettivamente incassato? La risposta la dà il FCDE: meno di quanto si spera.
Il rapporto tra residui attivi e capacità di riscossione dai residui pregressi è quello già citato: il 10,38% per i tributi, il 13,10% per le entrate extratributarie. Ogni anno si incassa meno del 15% dei crediti degli anni precedenti. Il resto si accumula, o si cancella.
10. LO SMALTIMENTO DEI DEBITI COMMERCIALI: LENTO E INSUFFICIENTE
Gli indicatori della sezione 9 del Piano degli Indicatori di Bilancio misurano la velocità con cui il comune paga i propri debiti verso fornitori e altre amministrazioni:
- Indicatore 9.1 — Smaltimento debiti commerciali nati nell’esercizio: 63,31%. Su 100 euro di beni e servizi acquistati nel 2025, solo 63,31 euro sono stati pagati entro l’anno. Il 36,69% è finito nei residui passivi.
- Indicatore 9.2 — Smaltimento debiti commerciali degli anni precedenti: 29,27%. Meno di 3 debiti su 10 pregressi verso fornitori vengono saldati nell’anno.
- Indicatore 9.3 — Smaltimento debiti verso altre PA nati nell’esercizio: 29,51%. Verso le altre amministrazioni pubbliche (Regione, Stato, ASL, ecc.) il comune paga meno di 3 euro su 10 nell’anno.
- Indicatore 9.4 — Smaltimento debiti pregressi verso altre PA: 15,75%. Solo 1 debito pregresso su 6 verso altre amministrazioni pubbliche viene pagato nel corso dell’anno.
Questi non sono parametri di un ente che funziona bene. Sono parametri di un ente che paga in ritardo, che accumula debiti verso fornitori e verso altre istituzioni, e che non riesce ad azzerare gli arretrati. I fornitori sanno che lavorare con il Comune di Caiazzo significa aspettare.
11. IL CONTO ECONOMICO CONTRO IL CONTO DEL BILANCIO: DUE REALTÀ CHE NON SI PARLANO
Un’anomalia che merita attenzione è la divaricazione enorme tra il risultato finanziario e quello economico.
Sul piano finanziario (conto del bilancio), il 2025 si chiude con:
- Avanzo di competenza: +564.365,72 euro
- Fondo di cassa finale: 2.205.674,13 euro (in crescita rispetto agli 1.871.811,04 euro iniziali)
Sul piano economico (conto economico), lo stesso 2025 si chiude con:
- Perdita di 3.666.632,75 euro
Come è possibile avere un avanzo finanziario e una perdita economica così diversi? La risposta è nella differenza metodologica: il conto del bilancio registra i flussi di cassa e gli accertamenti, mentre il conto economico include le svalutazioni dei crediti (3,858 milioni per il FCDE) e gli ammortamenti che il bilancio finanziario non vede direttamente.
In pratica: il comune ha incassato abbastanza soldi per chiudere il mese, ma ogni anno “distrugge” quasi 4 milioni di valore attraverso crediti che svaluta perché non li incasserà mai. Questo è il costo reale, invisibile nella comunicazione pubblica, dell’incapacità di riscuotere.
12. IL PATRIMONIO NETTO CROLLA DI 6 MILIONI IN UN ANNO
Lo stato patrimoniale mostra un dato che dovrebbe far riflettere:
| Anno | Patrimonio Netto |
|---|---|
| 2024 | 33.862.481,83 € |
| 2025 | 27.762.815,39 € |
In un solo anno il patrimonio netto del Comune di Caiazzo si è ridotto di oltre 6 milioni di euro (-6.099.666,44 euro). Il principale fattore è la perdita economica dell’esercizio (-3.666.632,75 euro) che va a erodere le riserve, ma anche le variazioni nelle immobilizzazioni materiali: i beni patrimoniali del comune si sono ridotti da 31,5 a 25,7 milioni, in parte per ammortamenti, in parte per riclassificazioni.
Un patrimonio in diminuzione costante è un segnale che il comune si sta impoverendo. Non brutalmente, non improvvisamente — ma inesorabilmente.
13. LA SPESA IN CONTO CAPITALE: IL COMUNE CHE NON INVESTE (O NON RIESCE A FARLO)
Il Titolo 4 delle entrate — le entrate in conto capitale, cioè i fondi per investimenti — registra nel 2025:
- Previsioni definitive: 12.238.396,91 euro (quasi 12,2 milioni)
- Accertamenti effettivi: appena 333.554,41 euro
- Percentuale di realizzazione: 2,72% degli stanziamenti
Il comune aveva previsto di ricevere oltre 12 milioni per investimenti (contributi da Stato, Regione, fondi europei) e ne ha accertati meno di 334.000. Su questi ha ricevuto in cassa circa 1,3 milioni (grazie ai residui degli anni precedenti). Il tasso di realizzo sulle previsioni è del 2,72%.
Questo significa due cose: o le previsioni erano irrealistiche (e allora chi le ha redatte deve rispondere), o i finanziamenti attesi non sono arrivati (e allora cosa ha fatto l’amministrazione per ottenerli?). In ogni caso, un comune che non riesce a mettere a terra investimenti è un comune che non costruisce futuro.
Le spese in conto capitale effettivamente impegnate sono 316.127,74 euro contro previsioni iniziali di milioni. Poca manutenzione straordinaria, poco sviluppo infrastrutturale, pochi investimenti nel territorio.
14. GLI INDICATORI CHE NESSUNO HA LETTO IN AULA (E QUALCUNO AVREBBE DOVUTO)
Il Piano degli indicatori di bilancio contiene un quadro sintetico della salute finanziaria dell’ente. Ecco quelli più significativi per i cittadini:
Incidenza quota accantonata nell’avanzo (Indicatore 11.3): 101,38% La quota accantonata supera il 100% del risultato di amministrazione. Significa che gli accantonamenti obbligatori superano l’intero avanzo. L’avanzo è letteralmente “più che tutto accantonato”. Non esiste una quota libera positiva.
Incidenza quota libera nell’avanzo (Indicatore 11.1): 0,00% Zero. Nessun euro di avanzo liberamente disponibile nella parte corrente.
Incidenza quota libera in conto capitale (Indicatore 11.2): 0,04% Praticamente zero (1.921,92 euro su 5,4 milioni).
Utilizzo del Fondo Pluriennale Vincolato (Indicatore 14.1): 60,46% Il comune utilizza solo il 60% dei fondi pluriennali vincolati iscritti in entrata. Il resto — quasi il 40% — non viene speso nell’anno e viene rinviato. Questo conferma la difficoltà di realizzare le spese in conto capitale programmate.
CONCLUSIONE: QUELLO CHE “L’AMMINISTRAZIONE DELL’UNANIMITÀ” NON VI DICE
Il rendiconto 2025 del Comune di Caiazzo è un documento complesso, tecnico, pieno di numeri. È esattamente per questo che può essere — e probabilmente lo è stato — approvato all’unanimità da un consiglio comunale che non ha le competenze (tranne qualcuno che sa perfettamente) o la volontà di leggerlo davvero.
Ma i numeri ci sono. E i numeri dicono:
- L’avanzo di amministrazione è nominalmente positivo ma concretamente negativo: -991.271,59 euro di parte disponibile. Non c’è un euro libero. Per il quarto anno consecutivo.
- Due parametri di allerta su otto sono positivi (deficitari), tra cui quello sulla capacità di riscossione e quello sulla sostenibilità del disavanzo. Nessuna spiegazione pubblica.
- Si incassa meno del 35% di quello che si accerta: il comune è strutturalmente incapace di riscuotere le proprie entrate. Ogni anno si cancellano milioni di crediti tributari e extratributari.
- Il conto economico chiude con una perdita di 3.666.632,75 euro, trainata da quasi 4 milioni di svalutazione di crediti inesigibili.
- Il patrimonio netto è diminuito di 6 milioni in un anno.
- Il comune paga i fornitori in ritardo cronicamente, tanto da dover accantonare obbligatoriamente il Fondo di Garanzia Debiti Commerciali, che è in crescita.
- Gli investimenti previsti non si realizzano: accertati solo 333.554 euro su 12,2 milioni previsti.
- 1,275 milioni di crediti sono stati cancellati come inesigibili nel solo 2025.
Dire che “la situazione finanziaria di Caiazzo è buona” alla luce di questi dati è, detta nel nostro dialetto, e ci scuserete la scurrilità: na’ pigliat p cul. Una narrazione che non fa il bene dei cittadini, i quali hanno diritto di sapere in quale stato si trovano le finanze del comune in cui vivono, pagano le tasse e chiedono servizi.
L’unanimità del voto in consiglio comunale non certifica la bontà della gestione. Certifica solo che nessuno (o quasi) ha capito nulla o ha letto nulla (non sappiamo dirvi quale delle due sia peggiore, sceglietelo voi).
Tutti i dati citati nell’articolo provengono dagli Allegati – Rendiconto della Gestione 2025 del Comune di Caiazzo (CE), documento ufficiale approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 29 aprile 2026 e pubblicati sull’albo pretorio dell’ente.