Tra poltrone decennali e zero risultati: l’identikit di un’ascesa politica costruita sul consenso di plastica e sul sistema delle alleanze di comodo.
Mentre il terremoto giudiziario scuote le fondamenta del potere di Giovanni Zannini — con accuse che vanno dalla corruzione alla concussione — a Caiazzo c’è un nome che ci ha fatto venire più di qualche dubbio: quello di Rosetta De Rosa. Presentata come la “paladina del territorio” e la “voce dell’agricoltura”, la De Rosa incarna in realtà il prototipo perfetto di quella politica che vive di rendita, capace di navigare in ogni mare purché porti a una candidatura.
Chi è davvero Rosetta De Rosa? Il suo curriculum parla chiaro, ma non nel modo in cui vorrebbe far credere. Trent’anni di presenza nelle istituzioni locali (dal 1994, anno del suo ingresso in Forza Italia) non hanno lasciato tracce tangibili nel tessuto sociale di Caiazzo. Alleata e compagna di partito per molti anni di Stefano Giaquinto, da assessore all’agricoltura aveva lavorato alle politiche agricole con una visione avanguardista che aveva portato oltre alle aspettative ad un progetto inedito: la sagra della Cicoria. Nel 2013 Giaquinto, dopo due mandati consecutivi, non potendosi ricandidare, aveva appoggiato il suo ex vice, il compianto Tommaso Sgueglia che però, nel 2016, fu protagonista con De Rosa ed altri del cd “ribaltone” che portò in breve la maggioranza a dividersi e alla formazione di nuovi sistemi di alleanze. Così per anni la De Rosa è stata acerrima nemica di Giaquinto e della sua giunta e questa inimicizia si è trasferita anche alla prole tanto che, nel 2018, il figlio secondogenito Mauro, si è candidato proprio contro Giaquinto risultando poi eletto come membro dell’opposizione. Nel 2023 poi la magia: tra Giaquinto e la De Rosa è di nuovo amore e dal palchetto cittadino, durante il comizio della lista (l’unica..) l’assessora urla e rivendica la sua coerenza. Da quel momento tutto sembra cambiare, o meglio, tornare. Ve la ricordate la scena in cui Mary Poppins con uno schiocco di dita fa tornare ogni cosa al suo posto nella cameretta dei due bambini? Ecco, il gioco è fatto! Nel 2021 e poi di nuovo nel 2023 il marito della sig.ra De Rosa, il sig. Franco della Rocca, è stato eletto presidente del Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano senza mai nascondere il sostegno di Giovanni Zannini che poi avrebbe anche spinto la De Rosa a candidarsi al comune di Caiazzo alle ultime elezioni, garantendosi così, due fidati in due ruoli differenti ma convergenti. La candidatura della De Rosa alle regionali del 2025 non è stata un riconoscimento al merito, ma il frutto, anche in questo caso, di un calcolo politico targato Zannini. In un momento in cui la Procura di Santa Maria Capua Vetere scoperchia il “sistema” fatto di favori, pressioni sui dirigenti ASL e scambi di cortesie con imprenditori amici, la De Rosa resta legata a doppio filo a quel mondo.
Il sospetto, che a Caiazzo diventa certezza tra chi osserva con occhio critico, è quello di trovarsi di fronte a una figura che ha dato poco o nulla alla comunità, ricevendone in cambio visibilità e potere. Un’approfittatrice del voto popolare che usa le radici contadine come una maschera per coprire un’ambizione personale che non ha mai prodotto un grammo di benessere collettivo.
Mentre Zannini si difende dalle accuse di aver usato il suo ruolo per fini personali, Rosetta De Rosa rappresenta il terminale locale di quella stessa logica: una politica che non serve i cittadini, ma serve se stessa e i propri padrini politici.
Al momento, dalle fonti pubbliche, Rosetta De Rosa non risulta indagata personalmente per i reati contestati a Zannini. Il suo nome compare nelle cronache in quanto sua strettissima alleata politica e candidata di punta della sua lista.
Nel gennaio 2026, la Procura ha chiesto l’arresto per Zannini, tuttavia è emerso inoltre un ulteriore filone d’indagine per presunto scambio di voti, legato alla promessa di assunzioni in cambio di preferenze elettorali.
Per questa ragione le poniamo direttamente a lei delle domande:
- Mentre la Procura parla di scambi di favori tra politici e imprenditori, lei è rimasta in silenzio. Dobbiamo interpretare questo silenzio come una condivisione del metodo Zannini o semplicemente come la paura di perdere il suo protettore politico?
- Nella sua carriera è passata attraverso diverse bandiere cittadine. Qual è il suo vero ideale politico, oltre alla ricerca di una riconferma personale?
- Durante la presentazione della sua candidatura, ha parlato di ‘riscatto del territorio’. Perché questo riscatto dovrebbe iniziare ora, dopo tre decenni in cui lei è stata parte integrante di quel potere locale che non ha saputo (o voluto) risolvere i problemi cronici di Caiazzo?
A Caiazzo i cittadini non cercano più una ‘fedelissima’ del sistema, ma qualcuno che sia finalmente fedele soltanto alla propria terra e alla verità. Fatevi tutti da parte!